Sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS)
Un sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS) è uno strumento di politica basato sul mercato che dà un prezzo al carbonio fissando un limite rigido, o tetto («cap»), alle emissioni di gas a effetto serra. Poiché le imprese possono scambiarsi le quote di emissione, il sistema crea un incentivo economico a ridurre l’inquinamento.
Il sistema per lo scambio di quote di emissione, noto anche come sistema «cap-and-trade», è uno strumento regolatorio pensato per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) al minor costo possibile. Il suo pregio principale è tradurre gli obiettivi ambientali in un segnale economico chiaro. Con la creazione di un mercato del diritto di emettere, un ETS rende più costoso inquinare e spinge così settori come la produzione di energia, la manifattura e l’aviazione a investire in tecnologie più pulite e processi più efficienti.
Come funziona
Il meccanismo si fonda sul principio «chi inquina paga» e si articola in tre componenti:
- Tetto (cap): un governo o un’autorità di regolamentazione fissa un limite obbligatorio, valido per l’intera economia, al volume totale di determinati gas a effetto serra che i soggetti coperti possono emettere in un dato periodo. Il tetto è concepito per ridursi progressivamente nel tempo, in modo che le emissioni complessive calino in linea con gli obiettivi climatici.
- Scambio (trade): il tetto complessivo è suddiviso in quote di emissione negoziabili (in inglese spesso chiamate carbon permits); di norma una quota dà il diritto di emettere una tonnellata di anidride carbonica equivalente (CO₂e). Il governo assegna le quote gratuitamente alle imprese soggette al sistema oppure le mette all’asta. Le imprese che possono ridurre le emissioni a basso costo vendono le quote in eccesso a quelle per cui ridurle è più costoso. Da questi scambi nasce un mercato del carbonio.
- Riduzione (reduce): il numero totale di quote è limitato e cala nel tempo, quindi le quote diventano sempre più scarse. Questa scarsità, unita alla domanda del mercato, determina un prezzo del carbonio. Un prezzo del carbonio in aumento spinge le imprese, in modo forte e continuo, a innovare e a decarbonizzare le proprie attività per evitare il costo crescente dell’acquisto di quote. Grazie a questa dinamica di mercato, le riduzioni delle emissioni avvengono dove sono più convenienti dal punto di vista economico.
Esempi concreti
- Il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS): avviato nel 2005, l’EU ETS è il primo e il più grande mercato internazionale del carbonio al mondo. Disciplina migliaia di impianti dei settori elettrico e manifatturiero, oltre all’aviazione all’interno dell’Europa. Gli strumenti finanziari scambiati su questo mercato si chiamano quote di emissione dell’UE (EUA). Per saperne di più, si veda la voce quota di emissione dell’UE (EUA).
- Il sistema per lo scambio di quote di emissione del Regno Unito (UK ETS): istituito nel 2021 dopo la Brexit, è un sistema autonomo, ma ricalca da vicino l’EU ETS. Copre settori simili ed è il principale strumento del Regno Unito per dare un prezzo al carbonio e guidare la decarbonizzazione dell’industria. Le quote di questo mercato si chiamano quote di emissione del Regno Unito (UKA).
Per maggiori dettagli ufficiali sul sistema più grande si può consultare la pagina della Commissione europea sull’EU ETS.