Fissazione del prezzo del carbonio (carbon pricing)
La fissazione del prezzo del carbonio (carbon pricing) è una strategia che attribuisce un costo economico alle emissioni di gas a effetto serra per scoraggiare l’inquinamento. Chi emette paga per la propria impronta di carbonio: la politica crea così un forte incentivo economico a investire in tecnologie più pulite e a ridurre le emissioni.
Fissazione del prezzo del carbonio
La fissazione del prezzo del carbonio è uno strumento centrale della politica climatica, pensato per intervenire sulla radice economica dei cambiamenti climatici. Si basa sul principio «chi inquina paga» e internalizza i costi esterni delle emissioni, come i danni alla salute e all’ambiente, che prima ricadevano sulla collettività. L’obiettivo principale è trasferire l’onere economico dell’inquinamento su chi ne è responsabile, per orientare capitali e innovazione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Questo approccio fornisce a imprese e investitori il segnale di prezzo necessario per prendere decisioni più sostenibili.
Le forme di fissazione del prezzo del carbonio
- Sistemi per lo scambio di quote di emissione (ETS): detti anche sistemi cap-and-trade, fissano un limite rigido, o tetto (cap), alla quantità totale di gas a effetto serra che determinati settori possono emettere (ad esempio la produzione di energia elettrica e l’industria pesante). Chi emette deve detenere una quota di emissione per ogni tonnellata di CO₂ emessa. Le quote si possono acquistare e vendere su un mercato del carbonio, dove domanda e offerta determinano un prezzo del carbonio variabile. Questo meccanismo di mercato crea attività finanziarie negoziabili, come le quote di emissione dell’UE (EUA) disponibili sulla piattaforma Homaio.
- Tassa sul carbonio: un approccio diretto in cui il governo stabilisce un prezzo fisso, cioè un’imposta, su ogni tonnellata di emissioni di gas a effetto serra o sul contenuto di carbonio dei combustibili fossili. Garantisce alle imprese un costo del carbonio stabile e prevedibile ma, a differenza di un ETS, non assicura un livello determinato di riduzione delle emissioni.
Esempi concreti
- Il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS): primo e più grande mercato internazionale del carbonio al mondo, l’EU ETS copre migliaia di impianti industriali in 30 Paesi. Ha creato un prezzo del carbonio solido, è un pilastro della politica climatica dell’UE e dal suo avvio nel 2005 ha prodotto riduzioni significative delle emissioni. Le quote di questo sistema (EUA) sono i principali attivi a cui Homaio dà accesso.
- Il sistema federale di carbon pricing del Canada: il Canada adotta un approccio ibrido. Applica una tassa diretta sul carbonio (la «federal fuel charge», un prelievo sui combustibili) nelle province che non hanno un proprio sistema di prezzo sufficiente. L’esempio mostra come un prezzo del carbonio possa essere applicato all’intera economia per influenzare il comportamento di consumatori e industrie.
Entrambi i sistemi attribuiscono un costo chiaro all’inquinamento e incentivano così l’efficienza energetica, il cambio di combustibile e la diffusione delle energie rinnovabili. Per gli investitori, le quote create da un ETS rappresentano un’asset class a sé, legata direttamente all’azione per il clima.