Consiglio dell’Unione europea
Il Consiglio dell’Unione europea è uno dei principali organi legislativi dell’UE: vi siedono i ministri dei governi di ciascuno Stato membro, che adottano la legislazione e coordinano le politiche. Ha un ruolo di primo piano per la finanza climatica, perché negozia e approva direttamente la normativa sul mercato del carbonio dell’UE, come il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS).
Il Consiglio dell’Unione europea, spesso chiamato Consiglio dell’UE, è l’istituzione che rappresenta i governi dei 27 Stati membri. Insieme al Parlamento europeo è uno dei due principali organi legislativi dell’UE. Il suo compito è adottare la legislazione, coordinare le politiche dell’UE e approvare il bilancio dell’Unione: è quindi un pilastro della governance europea. Per chi investe nel settore del clima e della finanza, le decisioni del Consiglio hanno un peso decisivo, perché ha il potere di plasmare il quadro normativo delle politiche ambientali e dei mercati del carbonio e influisce direttamente su attività come le quote di emissione dell’UE (EUA).
Funzionamento
Il Consiglio funziona in modo particolare. È un’unica entità giuridica, ma si riunisce in 10 diverse «formazioni», a seconda del settore politico trattato. La composizione di ogni riunione cambia di conseguenza e riunisce il ministro nazionale competente di ciascuno Stato membro.
Le formazioni più pertinenti
- Consiglio «Ambiente» (ENVI): i ministri dell’ambiente si riuniscono per discutere e decidere sulla protezione dell’ambiente, sulle politiche per il clima e sulle regole dell’EU ETS.
- Consiglio «Economia e finanza» (ECOFIN): i ministri delle finanze e dell’economia si occupano di temi come la fiscalità (tasse sul carbonio comprese) e la regolamentazione dei mercati finanziari, che possono intrecciarsi con la politica climatica.
- Consiglio «Trasporti, telecomunicazioni e energia» (TTE): i ministri dell’energia decidono sul quadro energetico dell’UE, uno dei principali motori della decarbonizzazione e della domanda di quote di emissione.
Nel Consiglio le decisioni si prendono il più delle volte a «maggioranza qualificata», che richiede il voto favorevole del 55% degli Stati membri (15 su 27) che rappresentino almeno il 65% della popolazione totale dell’UE.
Esempi concreti
- L’adozione del pacchetto «Pronti per il 55%» (Fit for 55): il Consiglio ha avuto un ruolo determinante nel negoziare e adottare formalmente lo storico pacchetto legislativo «Pronti per il 55%». Nella formazione ENVI i ministri hanno discusso e concordato riforme decisive del sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), come una riduzione più rapida del tetto alle emissioni e l’estensione del campo di applicazione. Queste decisioni incidono direttamente sull’equilibrio tra domanda e offerta di quote di emissione.
- La ratifica degli accordi internazionali sul clima: il Consiglio autorizza la firma e la conclusione di accordi internazionali a nome dell’UE. È stato per esempio il Consiglio ad approvare formalmente la ratifica dell’accordo di Parigi, che ha impegnato giuridicamente l’UE a rispettare i suoi obiettivi climatici internazionali e ha rafforzato l’orientamento di lungo periodo delle politiche di decarbonizzazione.
Risorsa esterna: per informazioni ufficiali, si veda il sito ufficiale del Consiglio dell’Unione europea.