Certificato di attributo energetico (EAC)
Un certificato di attributo energetico (EAC) è uno strumento negoziabile, basato sul mercato, che attesta che un megawattora (MWh) di elettricità è stato prodotto da una fonte di energia rinnovabile. Le aziende acquistano EAC per documentare le proprie dichiarazioni sull’uso di energia rinnovabile e ridurre le emissioni Scope 2 indicate nella rendicontazione di sostenibilità.
Un certificato di attributo energetico (EAC) è una commodity digitale che rappresenta gli attributi ambientali, sociali e di altra natura, distinti dall’energia in sé, di un megawattora (MWh) di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. In pratica, quando un impianto rinnovabile come un parco solare o eolico produce 1 MWh di energia, può generare anche un EAC. Questi certificati sono indispensabili perché aziende e organizzazioni possano dichiarare in modo credibile di usare energia verde, anche quando l’elettricità che prelevano fisicamente dalla rete proviene da un mix di fonti.
Gli EAC sono il principale strumento contabile per tracciare la produzione di energia rinnovabile e attribuirne la titolarità. Di fatto «separano» gli attributi dell’energia pulita dall’elettricità fisica, così che questi attributi si possano comprare, vendere o scambiare a parte. Su questo meccanismo si reggono sia i mercati volontari dell’energia verde sia alcuni regimi obbligatori in varie parti del mondo.
Come funziona lo scambio degli EAC?
Lo scambio dei certificati di attributo energetico si basa su un sistema detto «book and claim». Questo processo garantisce che la dichiarazione di utilizzo di energia rinnovabile sia legittima e che nessuno la conti due volte.
- Produzione e rilascio: un produttore certificato di energia rinnovabile (per esempio il gestore di una turbina eolica) produce elettricità. Per ogni MWh immesso in rete, un ente indipendente rilascia un EAC unico, con un proprio numero di serie.
- Il sistema «book and claim»: l’elettricità fisica entra nella rete comune, dove si mescola con l’energia di tutte le altre fonti (combustibili fossili compresi). L’EAC, invece, è un bene digitale separato che si può vendere a un acquirente ovunque si trovi. L’acquirente rivendica (claim) l’attributo rinnovabile e contabilizza (book) l’energia fisica che preleva dalla rete locale.
- Acquisto e annullamento: un’azienda acquista EAC in quantità pari ai propri consumi elettrici. Per fare una dichiarazione valida (per esempio «Il nostro data center è alimentato al 100% da energia rinnovabile»), deve «annullare» il certificato in un registro ufficiale. L’annullamento toglie definitivamente l’EAC dal mercato, così che non si possa rivendere.
- Standard internazionali: EAC è il termine generico, ma le diverse aree geografiche danno ai loro certificati nomi specifici. I principali sono:
- Garanzie d’origine (GO) in Europa.
- Renewable Energy Certificate (REC) in Nord America.
- International REC (I-REC) in molte altre parti del mondo.
Casi d’uso concreti
- Rendicontazione ESG aziendale: una multinazionale con uffici in tutta Europa vuole raggiungere l’obiettivo di approvvigionarsi al 100% di elettricità rinnovabile. Poiché non può costruire un parco solare per ogni ufficio, calcola il consumo elettrico annuo totale e acquista un volume equivalente di garanzie d’origine (GO) da un parco eolico in Spagna. Con l’annullamento di queste GO può dichiarare legittimamente zero emissioni Scope 2, calcolate con il metodo market-based, per le attività europee.
- Comunicazione di prodotto sostenibile: un marchio di abbigliamento attento all’ambiente vuole etichettare i prodotti come «Realizzati con il 100% di energia rinnovabile». Misura l’elettricità consumata nel proprio stabilimento e acquista gli EAC corrispondenti da un impianto solare locale. In questo modo le affermazioni di marketing poggiano su una base trasparente e verificabile, che attira i consumatori più sensibili ai temi ambientali.
Gli EAC hanno un ruolo di primo piano nella sostenibilità aziendale, ma riguardano un aspetto dell’azione per il clima diverso da quello delle quote di emissione. Gli EAC si concentrano sull’elettricità in ingresso (Scope 2), mentre strumenti come le EUA riguardano le emissioni dirette (Scope 1). Per informazioni più dettagliate sugli standard internazionali si può consultare un organismo di riferimento del settore.