Un impatto su scala mondiale
Il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’Unione europea (EU ETS) è il più antico e il più grande meccanismo di fissazione del prezzo del carbonio: un pioniere a livello mondiale. Molte altre giurisdizioni stanno adottando strumenti di decarbonizzazione simili, sull’esempio dell’UE.
Il carbonio non conosce confini: la lotta al cambiamento climatico è una questione universale. L’EU ETS è arrivato alla forma attuale dopo un percorso accidentato, passando per diverse fasi e riforme.
Le lezioni imparate negli ultimi decenni ne hanno fatto un modello di riferimento a cui guardano altri paesi. Oggi 36 giurisdizioni hanno istituito un proprio sistema di scambio di quote di emissione e molte altre stanno lavorando per introdurne uno. L’UE ha persino creato una task force che si occupa di condividere con altre nazioni competenze ed esperienze sul prezzo del carbonio.
Con l’introduzione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), l’Europa lancia anche un segnale chiaro sull’urgenza di un’azione globale per il clima. Questa misura fa sì che le emissioni di CO2 dei beni consumati in Europa, ovunque siano prodotti, abbiano un prezzo in linea con gli ambiziosi standard dell’UE. Sulla scia dell’Europa, altre giurisdizioni come la Cina e gli Stati Uniti stanno valutando di introdurre un proprio CBAM.
Né il riscaldamento globale né il prezzo del carbonio vanno affrontati su scala locale: l’EU ETS fa da apripista in uno sforzo collettivo di grande portata.
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