IRIS, Grecia
Produzione di idrogeno e metanolo a basse emissioni di carbonio grazie alla cattura del carbonio su larga scala.

Scopri come le industrie europee a più alta intensità di carbonio hanno ridotto le emissioni di CO₂ del 45% e come puoi contribuire anche tu.
Con il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE, chi emette gas a effetto serra paga per ciò che emette. Così le emissioni di CO₂ calano e si generano entrate per finanziare la transizione ecologica dell’UE.
impianti interessati
in 29 paesi
delle emissioni dell’UE
coperte dall’EU ETS
milioni di tonnellate di CO2
equivalente nel 2022
Il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) si rivolge in modo mirato ai settori che contribuiscono di più all’impronta di carbonio complessiva dell’Unione europea.
Copre circa il 40% delle emissioni totali di CO2 nell’UE e riguarda settori come la produzione di energia, l’industria dell’acciaio e del cemento, il trasporto marittimo e l’aviazione.
L’UE si concentra su questi settori per intervenire con efficacia sulle principali fonti di gas a effetto serra: così gli sforzi di riduzione delle emissioni rendono il massimo e la transizione avanza con una portata e un ritmo all’altezza di un futuro sostenibile.
Alla base dell’EU ETS c’è un meccanismo di limitazione e scambio («cap-and-trade») che regola le emissioni di gas a effetto serra di diversi settori industriali. Per prima cosa l’UE fissa un tetto massimo alle emissioni totali dei settori interessati, che rappresentano una parte rilevante dell’impronta di carbonio dell’Unione.
Dalla sua introduzione l’EU ETS ha ottenuto risultati notevoli nel contenere le emissioni di gas a effetto serra. Tra il 2010 e il 2023 le emissioni regolate dall’EU ETS hanno registrato un calo netto del 37% (-47% dal 2005). Una diminuzione di questa entità dimostra l’efficacia dell’impegno dell’UE per ridurre le emissioni.

L’EU ETS incentiva la riduzione delle emissioni, favorisce gli investimenti in tecnologie più pulite e facilita la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. In questo modo fa da apripista nella lotta mondiale ai cambiamenti climatici.
Il meccanismo di mercato
La Commissione europea fissa un tetto massimo alle emissioni totali di gas a effetto serra consentite nei settori interessati. In base a questo tetto, l’UE stabilisce quante quote saranno rilasciate nel corso dell’anno.

A settembre di ogni anno le industrie devono restituire alla Commissione europea tante quote quante sono le tonnellate di CO₂ emesse durante l’anno, pena sanzioni pesanti. Il tasso di conformità supera il 97%.

Le quote si possono comprare, vendere o scambiare tra i partecipanti: è il mercato a guidare la riduzione delle emissioni. Le industrie possono acquistarle dalla Commissione europea nelle aste quotidiane: è il mercato primario. Oppure scambiarle con altri partecipanti: è il mercato secondario. Il prezzo delle quote varia di continuo in base alla domanda e all’offerta. Man mano che l’offerta si riduce, il prezzo sale.

Quando il valore delle quote sale, le industrie hanno un incentivo più forte a investire nella decarbonizzazione per evitare il costo delle emissioni. Si stima che un aumento di 1 € per tonnellata del prezzo di una quota porti, nel tempo, a una riduzione media delle emissioni dello 0,73%.
Gli investitori che detengono quote riducono l’offerta disponibile ed esercitano una pressione sui prezzi.


Produzione di idrogeno e metanolo a basse emissioni di carbonio grazie alla cattura del carbonio su larga scala.

Riqualificazione energetica delle abitazioni.

Calcinazione migliorata e cattura del carbonio nel più grande impianto di produzione di calce d’Europa.
Il cambiamento climatico è il problema più grande del nostro tempo, e tocca alla nostra generazione risolverlo.
Investire con Homaio è un’occasione unica per contribuire direttamente ad accelerare la riduzione delle emissioni nell’EU ETS. Homaio, società specializzata negli investimenti sostenibili in quote di emissione dell’UE (EUA), indirizza capitali verso il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), uno strumento centrale nella lotta ai cambiamenti climatici.
Chi investe in EUA tramite Homaio accede a un’opportunità finanziaria redditizia e diventa parte attiva della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Investire con Homaio promette rendimenti finanziari e ha anche un impatto ambientale concreto: accelera la riduzione delle emissioni nell’UE e contribuisce a un futuro più sostenibile per le generazioni che verranno.
Ora che conosci questo mercato e questa strategia, puoi farne parte e contribuire a ridurre le emissioni in Europa.
Homaio vuole indirizzare grandi volumi di capitale verso asset che riducono davvero le emissioni. Per farlo apre agli investitori privati i mercati regolamentati del carbonio. Si parte dalle quote di emissione dell’UE per arrivare via via ad altri sistemi di scambio di quote nel mondo: nasce così una nuova asset class, pensata per unire impatto e rendimento e aperta a tutti gli investitori attenti al clima, ovunque si trovino.
Dare un prezzo al carbonio è considerato in genere il modo più equo ed efficace per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Le emissioni di carbonio hanno per la società un costo, il riscaldamento globale: attribuire loro un prezzo serve a trasferire quel costo su chi le produce. Chi emette deve quindi scegliere tra ridurre le proprie emissioni e pagarne il costo. Più sale il prezzo del carbonio, più cresce l’incentivo a ridurle. Ne derivano cambiamenti sistemici e su larga scala nei modi di produrre, consumare e investire.
Sono termini che indicano mercati del tutto diversi. Crediti di carbonio e compensazioni riguardano l’assorbimento o le emissioni evitate di gas a effetto serra sul mercato volontario del carbonio: per esempio piantando un albero (assorbimento) o sostituendo un fornello a legna con uno più pulito (emissioni evitate). Il promotore del progetto vende i crediti di carbonio a un privato o a un’azienda che vuole compensare le proprie emissioni. È un mercato non regolamentato, che ha avuto la sua buona dose di polemiche. Le quote di emissione, invece, sono unità di scambio standardizzate dei mercati regolamentati del carbonio. Ognuna dà a un’industria inquinante il diritto di emettere una tonnellata di gas a effetto serra all’interno del mercato che l’ha rilasciata. La loro offerta ha un tetto, pari al budget di carbonio del mercato, e si riduce gradualmente: così il valore di ogni quota aumenta e le emissioni calano.
Homaio apre il mercato delle quote di emissione agli investitori privati. Per ora l’accesso è solo su invito: accogliamo di continuo investitori europei che vogliono puntare su asset pensati per unire impatto e rendimento. Se è il tuo caso, puoi registrarti sul sito o scrivere a carbon@homaio.com: ti ricontatteremo molto presto.

Il 17 luglio la Commissione europea ha presentato la proposta di riforma del sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (ETS), pilastro della sua politica climatica per il periodo successivo al 2030. Tempi più distesi, assegnazione gratuita prorogata e nuovi meccanismi di compensazione: Homaio analizza le misure principali e il loro effetto sul prezzo del carbonio.

Se hai già investito nelle EUA europee, vale la pena guardare anche alle UKA britanniche? Risposta breve: sì. Risposta lunga: nel tempo i due mercati mostrano una correlazione di circa l’80%, ma dietro questa correlazione ci sono dinamiche proprie (politiche, industriali, di calendario) che rendono le UKA legate alle EUA e al tempo stesso diverse. Ed è proprio questo a rendere interessante la combinazione: una componente core in EUA per la liquidità e la profondità del mercato, un satellite in UKA per il recupero legato al contesto politico e il relativo premio per il rischio. Ecco perché.

Detenere una UKA ha un effetto semplice e radicale: toglie dal mercato britannico il diritto di emettere una tonnellata di CO₂. Non è una compensazione, né un credito volontario, né la promessa di piantare un albero. È una quota regolamentata, contabilizzata dallo Stato, che esce dal sistema nel momento in cui la detiene un investitore senza obblighi di conformità. È quella che chiamiamo un’azione climatica addizionale: misurabile, verificabile e con una base giuridica. Ecco come funziona, e perché è uno degli impatti più solidi della finanza climatica di oggi.
