Fondo per la modernizzazione
Il Fondo per la modernizzazione è uno dei principali programmi di finanziamento dell’UE e aiuta gli Stati membri a più basso reddito ad ammodernare i sistemi energetici e a migliorare l’efficienza energetica. È alimentato dai proventi della vendita all’asta delle quote di emissione dell’UE e sostiene direttamente la transizione di questi paesi verso la neutralità climatica.
Il Fondo per la modernizzazione è uno strumento finanziario apposito, istituito nell’ambito del Green Deal europeo per accelerare la decarbonizzazione del settore energetico in alcuni paesi dell’UE. Si rivolge soprattutto agli Stati membri dell’Europa centrale e orientale con un PIL pro capite inferiore al 60% della media UE. La sua missione è colmare il divario di investimenti di questi paesi, perché possano raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici per il 2030 senza frenare la crescita economica, e favorire così una transizione giusta ed equa in tutta l’Unione.
Il programma è un esempio emblematico di come i proventi della fissazione del prezzo del carbonio si reinvestano nell’azione per il clima. È finanziato direttamente dalla vendita delle quote del sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) e rafforza il principio «chi inquina paga».
Come funziona il Fondo per la modernizzazione
Il fondo è concepito per indirizzare capitali verso progetti con un effetto concreto sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Il meccanismo poggia su alcuni elementi principali:
- Fonte di finanziamento: il fondo è alimentato dalla vendita all’asta di almeno il 2% del totale delle quote dell’EU ETS per il periodo 2021–2030. Si crea così un legame diretto tra il prezzo del carbonio e i capitali disponibili per gli investimenti verdi.
- Paesi beneficiari: il fondo sostiene 13 Stati membri a più basso reddito: Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia.
- Priorità d’investimento: i progetti che chiedono un finanziamento devono rientrare in aree prioritarie, tra cui:
- Produzione e uso di energia da fonti rinnovabili (per esempio solare, eolica, geotermica).
- Miglioramento dell’efficienza energetica nei trasporti, negli edifici, in agricoltura e nella gestione dei rifiuti.
- Soluzioni di stoccaggio dell’energia e ammodernamento delle reti energetiche, comprese le reti intelligenti e il teleriscaldamento.
- Sostegno a una transizione giusta nelle regioni dipendenti dal carbonio, per esempio con la riqualificazione dei lavoratori e iniziative di aggiornamento delle competenze per l’economia verde.
Esempi concreti
- Caso 1: ammodernamento della rete in Romania. Il fondo potrebbe cofinanziare un programma nazionale per ammodernare la rete elettrica romena: contatori intelligenti e infrastrutture rafforzate, per integrare meglio le grandi fonti rinnovabili come i parchi eolici e solari, ridurre le perdite di energia e migliorare la stabilità della rete.
- Caso 2: decarbonizzazione del teleriscaldamento in Polonia. Un comune polacco potrebbe ricevere il sostegno del Fondo per la modernizzazione per sostituire un vecchio impianto di teleriscaldamento a carbone con uno ad alta efficienza alimentato a biomassa e geotermia. Le emissioni calano direttamente e la qualità dell’aria locale migliora.
Per conoscere meglio il sistema da cui provengono le risorse del fondo, si veda la voce EU ETS. I dettagli ufficiali del programma si trovano sulla pagina della Commissione europea dedicata al Fondo per la modernizzazione.