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Dividendo del carbonio

Il dividendo del carbonio è una politica che redistribuisce direttamente ai cittadini, di solito in parti uguali, i proventi generati da un prezzo del carbonio (un’imposta o un sistema per lo scambio di quote di emissione). L’obiettivo è compensare l’aumento dei costi energetici per i consumatori, così da rendere la politica climatica più equa e costruire un ampio consenso pubblico sulla transizione energetica.

Dividendo del carbonio

Il dividendo del carbonio, spesso chiamato modello «fee and dividend» o «reddito climatico», è una politica climatica basata sul mercato, pensata per ridurre le emissioni di gas a effetto serra proteggendo al tempo stesso le famiglie dal suo impatto economico. Il principio è semplice: rendere più costoso inquinare e restituire alle persone il denaro raccolto. Il sistema risponde a un timore diffuso: che la fissazione del prezzo del carbonio sia regressiva, cioè che pesi in misura sproporzionata sulle famiglie a basso reddito, le quali spendono in energia e trasporti una quota maggiore del proprio reddito.

Se i proventi tornano in parti uguali a tutti i cittadini, il dividendo del carbonio può trasformare un prezzo del carbonio potenzialmente impopolare in uno strumento progressivo e politicamente sostenibile. Per molte famiglie, soprattutto quelle con un’impronta di carbonio più bassa, il dividendo può superare l’aumento dei costi e tradursi in un guadagno netto. Il meccanismo spinge sia le persone sia le industrie a ridurre la propria impronta di carbonio, assicurando al tempo stesso una transizione giusta ed equa.

Come funziona il dividendo del carbonio

  • 1. Fissare un prezzo al carbonio: un governo o un’autorità di regolamentazione stabilisce un prezzo per le emissioni di carbonio. Di solito lo fa in uno di questi due modi:
    • Un’imposta sul carbonio: si applica un prelievo diretto su ogni tonnellata di CO₂ emessa dai combustibili fossili.
    • Un sistema cap-and-trade: si fissa un tetto alle emissioni complessive e le imprese devono detenere quote (come le EUA disponibili sulla piattaforma Homaio) per ogni tonnellata emessa. I proventi derivano dalla vendita all’asta di queste quote da parte dello Stato.
  • 2. Raccogliere i proventi: lo Stato incassa le somme generate dal prezzo del carbonio. Nel sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), questi proventi derivano dalla vendita all’asta delle quote di emissione dell’UE (EUA).
  • 3. Redistribuire i proventi (il dividendo): le somme raccolte sono divise in parti uguali e versate direttamente a tutti i cittadini, di solito con un pagamento mensile o annuale, spesso chiamato «carbon cashback» o «reddito climatico».

Esempi concreti

  • Il Climate Action Incentive del Canada: nelle province in cui si applica il sistema federale di prezzo del carbonio, il governo canadese riscuote un prelievo sui combustibili e ne restituisce il ricavato direttamente alle famiglie con i pagamenti del «Climate Action Incentive». È un’applicazione concreta e su larga scala del modello del dividendo del carbonio.
  • Il «Klimabonus» austriaco: nel 2022 l’Austria ha introdotto un prezzo nazionale del carbonio accompagnato da un «Klimabonus» (bonus climatico). Il pagamento annuale va a ogni residente per compensare i costi aggiuntivi del prezzo del carbonio, con un importo che varia leggermente da regione a regione per favorire scelte sostenibili. Tutti i dettagli sono sulla pagina ufficiale del governo austriaco.