Asta
L’asta delle quote di emissione è il metodo principale con cui i governi, nei sistemi cap-and-trade come l’EU ETS, vendono le quote di emissione direttamente a chi inquina e agli altri operatori di mercato. Il meccanismo forma un prezzo del carbonio trasparente e determinato dal mercato, e genera entrate che possono essere reinvestite nell’azione per il clima.
L’asta delle quote di emissione è una vendita regolamentata e competitiva in cui i governi emettono e vendono nuove quote di emissione. È il perno del mercato primario nella maggior parte dei moderni sistemi per lo scambio di quote di emissione (ETS). Lo scopo principale delle aste è assegnare le quote in modo economicamente efficiente, così che la distribuzione iniziale dipenda dalla domanda del mercato e non da decisioni amministrative. Il meccanismo è decisivo per le industrie, i produttori di energia elettrica e le compagnie aeree, che per legge devono restituire quote a copertura delle proprie emissioni di gas a effetto serra.
Il processo funziona come un sistema trasparente e standardizzato di formazione del prezzo. I partecipanti principali sono i soggetti regolamentati che cercano quote per adempiere ai propri obblighi, ma le aste sono aperte anche a istituzioni finanziarie, società di investimento e intermediari. La loro partecipazione è importante perché apporta liquidità, rende più efficiente la formazione del prezzo e facilita l’accesso ai soggetti più piccoli.
Le fasi principali di una tipica asta delle quote sono:
- Calendario delle aste: l’autorità competente pubblica un calendario con le date e i volumi delle quote da mettere all’asta nel corso dell’anno.
- Offerte: i partecipanti ammessi presentano offerte in busta chiusa alla piattaforma d’asta (per l’EU ETS, ad esempio, l’European Energy Exchange, EEX). Ogni offerta indica il prezzo che il partecipante è disposto a pagare e la quantità di quote che intende acquistare.
- Determinazione del prezzo: le offerte sono ordinate dalla più alta alla più bassa. L’asta si «chiude» a un prezzo unico, cioè il prezzo dell’ultima offerta necessaria per vendere tutte le quote disponibili. Tutti gli aggiudicatari pagano questo stesso «prezzo di aggiudicazione» per ogni quota ottenuta.
- Assegnazione: le quote sono poi trasferite sui conti degli aggiudicatari.
In base al principio «chi inquina paga», le imprese internalizzano il costo delle proprie emissioni e hanno un forte incentivo economico a investire in tecnologie di decarbonizzazione.
Esempi concreti
- Le aste dell’EU ETS: il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE è il più grande mercato del carbonio al mondo. La grande maggioranza delle quote di emissione dell’UE (EUA) entra sul mercato attraverso aste regolamentate e frequenti che si tengono sull’European Energy Exchange (EEX). I proventi, pari a miliardi di euro l’anno, vanno agli Stati membri per finanziare l’innovazione climatica, i progetti di energia rinnovabile e le misure di efficienza energetica.
- Le aste dell’UK ETS: dopo l’uscita dall’UE, il Regno Unito ha istituito un proprio sistema per lo scambio di quote di emissione, indipendente, l’UK ETS. Funziona secondo principi simili: le quote di emissione del Regno Unito (UKA) sono vendute all’asta sulla borsa ICE Futures Europe. In questo modo il paese ha un prezzo del carbonio interno che rispecchia le sue specifiche ambizioni climatiche.
È da queste aste del mercato primario che provengono le quote di emissione offerte su piattaforme come Homaio, prima di essere scambiate sul mercato secondario. Per i dettagli ufficiali sulla procedura si può consultare la documentazione degli enti che organizzano le aste.