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EU ETS 2

L’EU ETS 2 è un nuovo mercato del carbonio che partirà nel 2027 per regolare le emissioni di CO₂ del trasporto stradale e degli edifici. Questo sistema «cap and trade» punta ad accelerare la decarbonizzazione dando un prezzo ai combustibili fossili usati per la mobilità e il riscaldamento, e rendendo così più convenienti le alternative pulite.

L’EU ETS 2, il secondo sistema per lo scambio di quote di emissione dell’Unione europea, amplia in misura significativa la politica climatica dell’UE nell’ambito del pacchetto «Pronti per il 55%» (Fit for 55). Istituisce un mercato del carbonio nuovo e distinto, pensato per le emissioni di due ambiti di grande peso rimasti finora fuori dal perimetro dell’ETS originario: i combustibili bruciati negli edifici e il trasporto stradale. Il suo scopo principale è creare un incentivo economico diretto perché i fornitori di combustibili e, di riflesso, i consumatori riducano la dipendenza dai combustibili fossili.

Il nuovo sistema opera «a monte»: regola i soggetti che immettono i combustibili sul mercato (benzina, gasolio, gas naturale), non i singoli automobilisti o le famiglie. Questi fornitori dovranno acquistare e restituire quote per le emissioni generate dai combustibili che vendono. Ne deriva un prezzo del carbonio che, secondo le attese, si trasferirà sul consumatore finale, rendendo più costose le attività inquinanti e più competitive le tecnologie pulite.

Come funziona l’EU ETS 2

Il meccanismo segue il collaudato principio «cap and trade», ma è del tutto separato dal mercato EU ETS esistente per l’industria e la produzione di energia elettrica.

  • Fissazione del tetto: l’UE fisserà un tetto annuo, in progressiva diminuzione, alle emissioni totali consentite in questi settori, tracciando un percorso chiaro verso gli obiettivi di riduzione.
  • Obbligo relativo alle quote: i fornitori di combustibili devono monitorare la quantità di combustibile che immettono sul mercato.
  • Aste e scambi: per coprire le proprie emissioni, i fornitori dovranno acquistare quote, probabilmente denominate «EUA2». Saranno messe all’asta soprattutto dall’UE, dando vita a un nuovo mercato per queste attività legate al carbonio.
  • Conformità: ogni anno i fornitori devono restituire una quota per ogni tonnellata di CO₂ equivalente che il combustibile venduto emetterà. In caso contrario si applicano sanzioni pesanti.

Esempi concreti

  • Trasporto stradale: un grande distributore che vende benzina e gasolio alle stazioni di servizio di tutta Europa dovrà acquistare quote EU ETS 2 per il totale delle emissioni previste da quei carburanti. Il costo aggiuntivo si rifletterà sul prezzo alla pompa e spingerà i consumatori a valutare i veicoli elettrici o il trasporto pubblico.
  • Edifici: un’azienda che fornisce gas naturale per il riscaldamento domestico deve acquistare quote per coprire le emissioni del gas che consegna. Per le famiglie con caldaie a gas il riscaldamento costa di più, e diventa più conveniente investire in un isolamento migliore o passare a soluzioni a basse emissioni come le pompe di calore.

Per attenuare l’impatto sociale di questi rincari, l’UE ha istituito anche un Fondo sociale per il clima, finanziato in parte dai proventi delle aste dell’ETS 2, che sostiene le famiglie vulnerabili nella transizione.

Per saperne di più sul sistema originario si può consultare la voce EU ETS. Il quadro ufficiale è illustrato nella pagina della Commissione europea sull’EU ETS 2.