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Costo di abbattimento

Il costo di abbattimento è la spesa sostenuta per ridurre di una tonnellata le emissioni di un inquinante, di solito l’anidride carbonica (CO₂). Conoscerlo è indispensabile per imprese e decisori pubblici che devono valutare le strategie economicamente più efficienti per decarbonizzare e raggiungere gli obiettivi climatici.

Il costo di abbattimento, spesso chiamato costo marginale di abbattimento (MAC, marginal abatement cost), è il prezzo che un’impresa o un Paese paga per eliminare una tonnellata aggiuntiva di emissioni di gas a effetto serra (GHG). È un indicatore di base nella finanza climatica e nelle politiche ambientali, perché aiuta a individuare i metodi più convenienti per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Strateghi aziendali, investitori e governi che operano in sistemi di fissazione del prezzo del carbonio, come un sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS), lo usano come strumento decisionale centrale.

Il calcolo del costo di abbattimento, e il suo peso strategico, dipendono da alcuni fattori principali:

  • Tecnologia: il costo varia molto a seconda della tecnologia adottata. Per esempio, passare alle fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica dei processi industriali o introdurre sistemi di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) comportano profili di costo diversi.
  • Settore: l’abbattimento costa di solito meno in alcuni settori (per esempio nella produzione di energia elettrica, con il passaggio dal carbone al solare) che in altri (per esempio nell’industria pesante, come il cemento o l’acciaio, dove le emissioni di processo sono complesse).
  • Orizzonte temporale: i costi possono diminuire nel tempo, man mano che le nuove tecnologie maturano e diventano più accessibili grazie alle economie di scala e all’innovazione.

In un mercato regolamentato del carbonio come l’EU ETS, il costo di abbattimento è direttamente legato al prezzo delle quote di emissione (EUA). Se il costo interno di abbattimento di un’impresa supera il prezzo di mercato di una quota, le conviene acquistare una quota per coprire le emissioni. Se invece il costo di abbattimento è più basso, l’impresa ha un incentivo finanziario a investire in tecnologie di decarbonizzazione e a vendere le quote in eccesso. È uno dei motori principali della domanda di asset legati al carbonio.

Esempi concreti

Caso d’uso 1: industria manifatturiera
Un cementificio deve ridurre le emissioni annue di 10.000 tonnellate di CO₂.

  • Opzione A (abbattimento interno): investire in un nuovo forno più efficiente costa 1.200.000 dollari in più sull’intera vita utile. Il costo di abbattimento è 1.200.000 dollari / 10.000 tonnellate = 120 dollari per tonnellata di CO₂.
  • Opzione B (ricorso al mercato): il prezzo di mercato attuale di un’EUA è di 90 euro (circa 98 dollari). Per coprire le emissioni, il cementificio dovrebbe spendere 10.000 × 98 dollari = 980.000 dollari.

Conclusione: poiché il costo di abbattimento (120 $/t) è superiore al prezzo di mercato del carbonio (98 $/t), la scelta economicamente più razionale per l’impresa è acquistare 10.000 quote sul mercato.

Caso d’uso 2: gestione della flotta aziendale
Un’azienda di logistica valuta la sostituzione dei furgoni diesel per le consegne con veicoli elettrici. L’analisi mostra che, nonostante il prezzo d’acquisto iniziale più alto dei veicoli elettrici, il costo totale di possesso (carburante, manutenzione e incentivi compresi) porta a un costo di abbattimento negativo lungo la vita dei veicoli. In altre parole l’azienda riduce le emissioni e, nel lungo periodo, risparmia anche denaro: un investimento molto interessante.