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Compensazione delle emissioni

La compensazione delle emissioni (carbon offsetting) consiste nel bilanciare le proprie emissioni di gas a effetto serra (GHG) finanziando altrove una riduzione equivalente di anidride carbonica. Si realizza acquistando crediti di carbonio da progetti che evitano, riducono o rimuovono emissioni, come la riforestazione o lo sviluppo di energie rinnovabili.

La compensazione delle emissioni è un meccanismo con cui persone e organizzazioni attenuano il proprio impatto sul clima, compensando le emissioni che non riescono a eliminare. Il principio di base è bilanciare la CO₂ rilasciata nell’atmosfera con una quantità equivalente evitata o rimossa grazie a un progetto esterno. È uno degli strumenti principali per chi punta alla «neutralità carbonica» di attività specifiche o dell’intera impronta operativa.

Di solito il processo si svolge in alcune fasi precise, soprattutto nell’ambito del cosiddetto mercato volontario del carbonio (VCM):

  1. Misurare l’impronta di carbonio: il primo passo è calcolare le emissioni totali di gas a effetto serra prodotte da un’attività, un prodotto o un’organizzazione. Spesso si esprimono in tonnellate di CO₂ equivalente (tCO₂e).
  2. Acquistare crediti di carbonio: una volta nota l’impronta, si acquista un numero equivalente di crediti di carbonio. Di norma un credito di carbonio corrisponde a una tonnellata di CO₂e evitata o rimossa dall’atmosfera.
  3. Finanziare un progetto verificato: il ricavato dell’acquisto dei crediti va a un progetto specifico. I progetti sono di vario tipo e rientrano in due grandi categorie:
    • Prevenzione o riduzione delle emissioni: progetti che impediscono in partenza il rilascio di gas a effetto serra, come la costruzione di un parco eolico al posto di una centrale a carbone o la captazione del metano di una discarica.
    • Rimozione delle emissioni: progetti che estraggono attivamente dall’atmosfera la CO₂ già presente, come la piantumazione di alberi (riforestazione o imboschimento) o le tecnologie di cattura diretta dall’aria (DAC).
  4. Ritirare il credito: perché la riduzione delle emissioni sia conteggiata una sola volta, il credito acquistato è «ritirato» (retired) in via definitiva in un registro, cioè non può più essere rivenduto né usato da un altro soggetto.

Esempi concreti

  • Per una persona: un viaggiatore calcola che il suo volo di andata e ritorno da Londra a New York ha generato circa 1,6 tonnellate di CO₂. Per compensarle acquista 2 crediti di carbonio (arrotondando per eccesso) su una piattaforma verificata. Il pagamento contribuisce a finanziare un progetto che protegge una porzione della foresta amazzonica dalla deforestazione e così «compensa» l’impatto del volo.
  • Per un’impresa: una società di software calcola che le sue emissioni operative annue (elettricità degli uffici, uso dei server, viaggi di lavoro) ammontano a 500 tonnellate di CO₂e. Per raggiungere i propri obiettivi di responsabilità sociale d’impresa (CSR), acquista 500 crediti di carbonio da un portafoglio di progetti, tra cui un impianto solare in India e un’iniziativa per la diffusione di fornelli puliti in Kenya. A quel punto può dichiarare pubblicamente che le sue attività di quell’anno hanno raggiunto la «neutralità carbonica».

Occorre distinguere la compensazione sul mercato volontario dalla partecipazione ai mercati obbligatori del carbonio, regolamentati, che funzionano secondo un sistema cap-and-trade vincolante. Per standard approfonditi sulla verifica dei progetti, le risorse di organizzazioni come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) costituiscono un riferimento globale.