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Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) è una tariffa che l’Unione europea applica alle emissioni di carbonio generate durante la produzione di determinate merci importate nel suo territorio. Serve a prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage), facendo sì che i prodotti importati sostengano un prezzo del carbonio equivalente a quello pagato dai produttori dell’UE.

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, o CBAM, è una misura climatica di portata storica e un pilastro centrale del Green Deal europeo, nell’ambito del pacchetto «Pronti per il 55%» (Fit for 55). Funziona come un dazio all’importazione pensato per allineare il prezzo del carbonio tra le merci prodotte nell’UE e quelle importate. Il meccanismo colpisce in particolare le «emissioni incorporate», cioè i gas a effetto serra rilasciati durante la fabbricazione delle merci importate, perché le imprese extra UE sostengano costi del carbonio simili a quelli delle loro omologhe europee soggette al sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS). È un elemento decisivo per preservare la competitività dell’industria europea e per incoraggiare i partner internazionali ad adottare politiche climatiche più incisive.

Il CBAM si applica per fasi, con meccanismi operativi che ricalcano quelli del mercato interno del carbonio dell’UE. In pratica:

  • Ambito di applicazione: inizialmente il CBAM si applica alle importazioni dei settori ad alta intensità di carbonio, tra cui cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, energia elettrica e idrogeno.
  • Dichiarazione: gli importatori dell’UE di queste merci devono dichiarare ogni anno il volume delle importazioni e le relative emissioni incorporate di gas a effetto serra.
  • Acquisto dei certificati: per coprire le emissioni dichiarate, gli importatori devono acquistare e restituire un numero corrispondente di «certificati CBAM».
  • Collegamento con il prezzo: il prezzo dei certificati CBAM è legato direttamente alla media settimanale dei prezzi d’asta delle quote del sistema per lo scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS). Si crea così un legame finanziario diretto tra il costo delle importazioni di merci ad alta intensità di carbonio e il prezzo del carbonio all’interno dell’UE.
  • Detrazioni: se un produttore extra UE dimostra di aver già pagato un prezzo del carbonio nel proprio paese, l’importo può essere detratto dall’obbligo CBAM finale, il che incoraggia l’adozione di sistemi di fissazione del prezzo del carbonio in tutto il mondo.

Esempio concreto

Si immagini un’impresa spagnola che importa 10.000 tonnellate di alluminio da un paese privo di una politica di prezzo del carbonio. La produzione di quell’alluminio ha generato 50.000 tonnellate di CO₂ equivalente (le emissioni incorporate).

Con il CBAM, l’importatore spagnolo deve acquistare 50.000 certificati CBAM. Il prezzo di ciascun certificato rifletterà il prezzo corrente delle quote EU ETS (per esempio 70 euro per tonnellata di CO₂). L’alluminio importato sostiene così lo stesso costo del carbonio che avrebbe se fosse prodotto in Germania o in Francia: si evita una concorrenza sleale e si scoraggia il trasferimento della produzione verso regioni con norme ambientali meno severe.

Per maggiori dettagli ufficiali si può consultare la documentazione ufficiale della Commissione europea sul CBAM.