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Indicatore sintetico di rischio e di rendimento (SRRI)

L’indicatore sintetico di rischio e di rendimento (SRRI) è una scala obbligatoria da 1 a 7 che classifica il rischio e il rendimento potenziale di un fondo d’investimento in base alla volatilità storica del suo prezzo. Offre agli investitori un modo semplice e standardizzato per confrontare il livello di rischio di fondi diversi prima di investire.

L’indicatore sintetico di rischio e di rendimento (SRRI) è una misura standardizzata obbligatoria per tutti i fondi OICVM (organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari, in inglese UCITS) dell’Unione europea. Si trova nel documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KIID) e serve soprattutto ad aiutare gli investitori, in particolare quelli al dettaglio, a capire e confrontare rapidamente il livello di rischio dei diversi fondi. L’indicatore sintetizza le oscillazioni passate del prezzo di un fondo (la volatilità) in un unico numero di facile lettura, su una scala da 1 (rischio e rendimento più bassi) a 7 (rischio e rendimento più alti).

Il calcolo dell’SRRI si basa sulla volatilità del fondo negli ultimi cinque anni. Una volatilità più alta, cioè oscillazioni di prezzo più ampie e più frequenti, porta a un punteggio SRRI più elevato.

In genere la scala si interpreta così:

  • SRRI 1-2: rischio basso. È tipico di fondi come quelli monetari o obbligazionari a breve termine, con oscillazioni di prezzo contenute.
  • SRRI 3-5: rischio medio. Comprende spesso fondi bilanciati, fondi di obbligazioni societarie o fondi azionari globali con volatilità moderata.
  • SRRI 6-7: rischio elevato. Riguarda fondi che hanno registrato una forte volatilità di prezzo, come i fondi azionari dei mercati emergenti, i fondi settoriali o quelli che adottano strategie complesse.

Va tenuto presente che l’SRRI guarda al passato. Non prevede i rendimenti futuri né garantisce che il profilo di rischio del fondo resti invariato: il punteggio può essere ricalcolato e cambiare nel tempo se cambia la volatilità del fondo.

Esempi concreti

  • Caso 1: un investitore prudente. Un investitore vicino alla pensione vuole preservare il capitale e cerca investimenti a basso rischio. Potrebbe selezionare fondi con un SRRI pari a 2 o 3, come un fondo diversificato di titoli di Stato europei, per limitare le perdite potenziali.
  • Caso 2: un investitore orientato alla crescita. Un investitore più giovane, con un orizzonte temporale lungo e un’elevata tolleranza al rischio, potrebbe valutare un fondo con un SRRI pari a 6, come un fondo azionario specializzato nella tecnologia, per puntare a rendimenti potenziali più alti accettandone l’elevata volatilità. Le asset class più recenti come le quote di emissione non hanno un SRRI formale, ma conoscere questa scala aiuta gli investitori a collocarne le caratteristiche specifiche di rischio e rendimento rispetto ai fondi tradizionali.

Per saperne di più sui quadri normativi che disciplinano i prodotti finanziari, si può consultare la documentazione ufficiale dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).