Obbligazione
L’obbligazione è uno strumento a reddito fisso che rappresenta un prestito concesso da un investitore a un debitore, che può essere un’impresa o uno Stato. Il debitore utilizza il capitale e, in cambio, versa all’investitore interessi periodici (la «cedola») per tutta la durata dell’obbligazione, per poi rimborsare l’importo iniziale del prestito, o «capitale», a una data futura stabilita, detta data di scadenza.
In sostanza, chi acquista un’obbligazione presta denaro all’emittente. Le obbligazioni sono uno dei principali strumenti con cui le organizzazioni raccolgono capitali per finanziare progetti e attività o per rifinanziare il debito esistente. Per gli investitori sono una componente centrale di molti portafogli e offrono in genere un flusso di reddito più stabile e prevedibile rispetto alle azioni. A differenza delle azioni, che rappresentano una quota di proprietà di un’impresa, l’obbligazione è per sua natura uno strumento di debito: chi la detiene è un creditore dell’emittente.
Il rapporto tra rischio e rendimento è al centro del mercato obbligazionario. Più è alto il rischio di credito percepito dell’emittente, più alto è il tasso d’interesse che deve offrire per attirare gli investitori.
Un’obbligazione è definita da alcune caratteristiche principali:
- Valore nominale (o valore alla pari): è l’importo che l’emittente si impegna a rimborsare all’obbligazionista alla data di scadenza. Corrisponde al capitale del prestito.
- Tasso cedolare: il tasso d’interesse annuo pagato sul valore nominale dell’obbligazione. Di solito le cedole sono semestrali. Un’«obbligazione zero coupon» non paga interessi periodici: si acquista a sconto rispetto al valore nominale.
- Data di scadenza: la data futura in cui l’emittente deve rimborsare il valore nominale dell’obbligazione. Le scadenze possono andare dal brevissimo termine (meno di un anno) al lunghissimo termine (30 anni o più).
- Merito di credito: una valutazione della solidità finanziaria dell’emittente e della sua capacità di effettuare i pagamenti promessi. Le agenzie di rating come Standard & Poor’s e Moody’s assegnano alle obbligazioni un giudizio che va dalla qualità più alta (per esempio AAA) ai titoli molto speculativi, detti «high yield» o «junk bond».
Esempi concreti
- Titolo di Stato: un investitore in cerca di un investimento a basso rischio acquista un titolo del Tesoro statunitense a 10 anni con valore nominale di 1.000 dollari e cedola del 4%. Riceverà 40 dollari di interessi ogni anno. Al termine dei 10 anni, il governo degli Stati Uniti gli rimborsa il capitale iniziale di 1.000 dollari.
- Obbligazione societaria: una grande azienda tecnologica deve raccogliere 1 miliardo di dollari per costruire nuovi data center. Emette obbligazioni societarie con scadenza a 5 anni. Fondi pensione e altri investitori istituzionali le acquistano, attratti da una cedola più alta di quella dei titoli di Stato, e accettano il rischio di credito leggermente superiore legato a un’impresa.
- Obbligazione verde: un’utility emette un’obbligazione verde (green bond) destinata a finanziare la costruzione di un nuovo parco eolico. Gli investitori che privilegiano gli investimenti sostenibili acquistano questi titoli sapendo che il loro capitale finanzia direttamente un progetto con un impatto ambientale positivo. È una scelta coerente con una strategia di investimento più ampia basata sui criteri ESG.
Prima della scadenza il valore di mercato di un’obbligazione può oscillare, soprattutto per effetto delle variazioni dei tassi d’interesse correnti e del merito di credito dell’emittente.
Le obbligazioni sono l’opposto delle azioni.