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Indice di riferimento allineato con l’accordo di Parigi (PAB)

Un indice di riferimento allineato con l’accordo di Parigi (PAB) è un indice finanziario pensato per allineare un portafoglio d’investimento all’obiettivo più ambizioso dell’accordo di Parigi, cioè limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C. Questi indici aiutano gli investitori a costruire portafogli che sostengono la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, perché sovrappesano le imprese che seguono un chiaro percorso di decarbonizzazione.

L’indice di riferimento allineato con l’accordo di Parigi (PAB) è una categoria di indici d’investimento orientati al clima, definita formalmente dall’Unione europea. Il suo scopo principale è offrire ai gestori patrimoniali e agli investitori uno strumento per costruire portafogli azionari od obbligazionari compatibili con gli obiettivi di lungo periodo dell’accordo di Parigi, in particolare con uno scenario di riscaldamento di 1,5 °C. Conta soprattutto per gli investitori che vogliono ridurre i rischi di transizione legati al clima e destinare attivamente capitali alla decarbonizzazione dell’economia globale.

Questi indici non si limitano a selezionare imprese «verdi»: si basano su una metodologia rigorosa e fondata su basi scientifiche. Per essere qualificato come PAB, un indice deve soddisfare una serie di requisiti minimi.

Requisiti principali di un indice allineato con l’accordo di Parigi

  • Riduzione iniziale dell’intensità di carbonio: l’intensità complessiva di gas a effetto serra (GHG) dell’indice deve essere inferiore di almeno il 50% a quella dell’universo investibile di partenza (ad esempio l’S&P 500 o l’MSCI World).
  • Traiettoria annuale di decarbonizzazione: l’indice deve seguire un percorso di autodecarbonizzazione e ridurre la propria intensità di carbonio in media di almeno il 7% l’anno, indipendentemente dall’andamento del mercato nel suo complesso. In questo modo il portafoglio resta allineato nel tempo all’obiettivo di 1,5 °C.
  • Esclusioni basate sulle attività: gli indici PAB applicano criteri di esclusione rigorosi. Escludono esplicitamente le imprese coinvolte nelle armi controverse e nel tabacco, e quelle che traggono una parte significativa dei ricavi dall’esplorazione e dalla produzione di carbone, petrolio o gas naturale.
  • Maggiore esposizione alle soluzioni sostenibili: la metodologia mira ad aumentare l’esposizione del portafoglio alle imprese che fanno parte della soluzione climatica, come quelle attive nelle energie rinnovabili o nell’efficienza energetica.

Questo quadro rigoroso distingue i PAB dagli indici meno stringenti della stessa famiglia, gli indici di riferimento di transizione climatica (CTB), allineati a uno scenario «ben al di sotto dei 2 °C» e con obiettivi di riduzione meno impegnativi.

Casi d’uso concreti

  • Caso 1, un emittente di ETF. Un grande gestore come BlackRock o Amundi può creare un ETF (fondo indicizzato quotato) che replica fisicamente un indice PAB, come l’MSCI World Climate Paris Aligned Benchmark Index. Gli investitori privati possono così acquistare con facilità un portafoglio diversificato e a basso costo, gestito automaticamente per rispettare l’obiettivo climatico di 1,5 °C.
  • Caso 2, la strategia di un fondo pensione. Un fondo pensione nazionale può adottare un PAB come indice di riferimento ufficiale della propria allocazione azionaria globale. Così si impegna pubblicamente a decarbonizzare il portafoglio, allinea gli investimenti di lungo periodo agli obiettivi climatici globali e riduce in modo sistematico l’esposizione alle imprese che rischiano di diventare attivi non recuperabili in un’economia a basse emissioni di carbonio.

Il principio alla base di un PAB è rendere l’allineamento climatico parte integrante della strategia d’investimento, a complemento di altri strumenti di finanza climatica come l’investimento diretto nei mercati del carbonio. Per le specifiche tecniche dettagliate, la fonte principale è la documentazione ufficiale dell’UE.