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FTT: l’imposta francese sulle transazioni finanziarie

Tutto ciò che serve sapere sulla FTT in vigore: come funziona, quali azioni sono tassate e quali esenzioni si applicano. Capire come si calcola il saldo netto degli acquisti aiuta a impostare meglio gli ordini.

Chi investe in borsa, soprattutto in grandi società francesi, avrà forse notato una voce in più nella conferma degli ordini eseguiti. È la FTT, la Financial Transaction Tax o imposta sulle transazioni finanziarie (in francese Taxe sur les Transactions Financières). Spesso trascurata da chi è alle prime armi, questa imposta incide direttamente sul costo degli acquisti.

Quali azioni sono interessate? Come si calcola? E soprattutto, qual è l’aliquota in vigore? Una guida completa per avere chiaro il trattamento fiscale dei propri ordini di borsa.

Che cos’è la FTT (Financial Transaction Tax)?

Introdotta nell’agosto 2012, la FTT è un’imposta indiretta sull’acquisto di azioni di alcune grandi società francesi. Nasceva con un duplice obiettivo: far contribuire il settore finanziario al risanamento dei conti pubblici e provare a contenere la speculazione a breve termine, anche se la sua efficacia su quest’ultimo punto è discussa.

In pratica è un’imposta che si aggiunge al prezzo di acquisto dei titoli. Non va confusa con l’imposta sulle plusvalenze né con i prelievi sociali: la FTT colpisce l’acquisto, non il guadagno.

Quali titoli e operazioni sono soggetti alla FTT?

Non tutte le azioni sono tassate. Perché un’operazione sia soggetta alla FTT, la società emittente deve soddisfare due requisiti precisi e cumulativi:

  1. Sede: la società deve avere la sede legale in Francia.
  2. Capitalizzazione di borsa: la società deve avere una capitalizzazione superiore a un miliardo di euro al 1° dicembre dell’anno precedente.

Ogni anno si pubblica un elenco ufficiale delle società soggette all’imposta. Comprende la grande maggioranza delle società del CAC 40 (LVMH, TotalEnergies, Sanofi, BNP Paribas ecc.) e molti titoli dell’indice SBF 120.

Operazioni soggette ed esenzioni

L’imposta si applica all’acquisto a titolo oneroso di un titolo di capitale (azioni) che comporta il trasferimento della proprietà. Sono quindi tassati sia l’acquisto di azioni a pronti sia quello tramite il SRD (Service de règlement différé, il servizio di liquidazione differita della borsa di Parigi).

Alcune operazioni sono invece esenti:

  • L’acquisto di obbligazioni.
  • Gli acquisti sul mercato primario (per esempio in un’IPO o in un aumento di capitale).
  • L’acquisto di strumenti derivati (opzioni, warrant, CFD), salvo quando l’esercizio dell’opzione comporta la consegna fisica delle azioni.
  • Le operazioni «intraday» (se ne parla più avanti).

Qual è l’aliquota della FTT e come si calcola?

Il calcolo della FTT si basa su due elementi: l’aliquota in vigore e la base imponibile.

L’evoluzione dell’aliquota

Fissata allo 0,20% alla nascita e portata poi allo 0,30%, l’aliquota della FTT è soggetta a revisioni periodiche con le leggi finanziarie francesi. Va ricordato che dal 1° aprile 2025 è salita allo 0,40%, un parametro di cui tenere conto nel calcolo del ROI immediato dell’investimento.

Il metodo di calcolo: il saldo netto degli acquisti

La FTT non si applica semplicemente a ogni ordine di acquisto. Si calcola sul saldo netto degli acquisti a fine giornata di borsa.

In altre parole, si sommano gli acquisti e si sottrae la somma delle vendite effettuate sullo stesso titolo nella stessa giornata.

  • Se si acquistano 100 azioni TotalEnergies al mattino e si rivendono al pomeriggio (intraday), il saldo netto è pari a zero e non si paga alcuna FTT.
  • Se si acquistano 100 azioni e se ne vendono 40 in giornata, l’imposta si paga solo sulle 60 azioni rimaste in portafoglio a fine giornata.

A riscuotere l’importo, dichiararlo e versarlo all’erario francese è l’intermediario finanziario (una banca o un broker come DEGIRO, BoursoBank ecc.).

Effetti e critiche: il dibattito sulla FTT

La FTT è un tema ricorrente del dibattito economico e politico.

Per lo Stato è una fonte di gettito significativa. I critici osservano però che l’imposta grava soprattutto sugli investitori privati e su chi investe a lungo termine e mantiene i titoli, più che sui trader ad alta frequenza o sugli algoritmi che chiudono le posizioni prima della fine della giornata (e che, grazie al meccanismo del saldo netto, sfuggono all’imposta).

Secondo alcuni analisti, poi, la FTT può nuocere alla liquidità della piazza di Parigi e spingere gli investitori esteri verso mercati non tassati (come le borse statunitensi o tedesche, anche se progetti di un’imposta europea tornano regolarmente in discussione).

La FTT si applica alle quote di emissione?

La domanda è pertinente per chi vuole diversificare il portafoglio con attività decorrelate. Le quote di emissione dell’UE (EUA) sono attività classificate tra le materie prime (commodity). Non sono titoli di capitale (azioni) emessi da una società.

Per questo l’investimento in quote di emissione proposto da Homaio non è soggetto alla FTT francese. Rispetto alle azioni francesi tradizionali è un vantaggio fiscale all’acquisto: si investe il 100% del capitale, senza attriti fiscali immediati al momento dell’ingresso.

Conclusione

Per chi vuole investire nei grandi nomi dell’economia francese, la FTT è una realtà inevitabile. Pur rappresentando un costo aggiuntivo (oggi lo 0,40%), non dovrebbe scoraggiare l’investimento se la strategia è solida e orientata al lungo termine. Resta comunque necessario capirne il funzionamento e i meccanismi di esenzione (in particolare le regole sull’intraday) per gestire al meglio il proprio portafoglio.

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