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BECCS (bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio)

La BECCS (bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio) è una tecnologia per il clima che produce energia dalla combustione di biomassa, poi cattura e stocca in modo permanente l’anidride carbonica che ne deriva. Il suo vantaggio principale è la possibilità di generare «emissioni negative», cioè di rimuovere attivamente CO₂ dall’atmosfera per contribuire agli obiettivi globali di zero emissioni nette.

La BECCS, o bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio, è una tecnologia decisiva nel ventaglio di soluzioni per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Rientra nella categoria della rimozione del carbonio (CDR), detta anche delle «tecnologie a emissioni negative». Il suo scopo principale va oltre l’evitare nuove emissioni: punta a ridurre attivamente la concentrazione di CO₂ già presente nell’atmosfera. Per questo è una strategia centrale nella maggior parte degli scenari scientifici che mirano a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, al servizio di industrie, governi e investitori impegnati in una decarbonizzazione profonda.

Il processo integra una fonte di energia rinnovabile (la bioenergia) con un metodo di sequestro del carbonio (la CCS). I dettagli possono variare, ma la catena del valore della BECCS comprende in genere quattro fasi principali:

  1. Crescita della biomassa: piante, alberi o alghe assorbono la CO₂ atmosferica con la fotosintesi durante la crescita. Perché il processo sia efficace e sostenibile, la biomassa deve provenire da fonti responsabili, senza causare deforestazione né entrare in competizione con la produzione alimentare.
  2. Conversione energetica: la biomassa raccolta arriva in un impianto che la trasforma in energia utilizzabile (elettricità, calore o biocarburanti) con processi come la combustione, la gassificazione o la fermentazione. In questa fase si libera la CO₂ che la biomassa aveva assorbito in precedenza.
  3. Cattura del carbonio: una tecnologia apposita separa la CO₂ dagli altri gas prodotti durante la conversione energetica. La CO₂ catturata è poi purificata e compressa fino a uno stato quasi liquido, per il trasporto.
  4. Trasporto e stoccaggio: la CO₂ catturata viaggia tramite condotte, navi o camion fino a un sito geologico scelto con cura. Qui è iniettata in profondità nel sottosuolo, in formazioni rocciose porose dove resta stoccata in modo permanente, o «sequestrata», senza poter tornare nell’atmosfera.

Esempi concreti

  • Produzione di energia elettrica: una centrale che prima bruciava carbone potrebbe essere riconvertita per funzionare con pellet di legno sostenibile (biomassa). Con l’aggiunta di un’unità di cattura del carbonio, l’impianto cattura e stocca la CO₂ che esce dal camino, e la produzione di elettricità diventa a emissioni negative.
  • Produzione di biocarburanti: un impianto di etanolo fa fermentare mais o canna da zucchero per produrre biocarburante. La fermentazione rilascia un flusso di CO₂ molto concentrato, relativamente facile ed economico da catturare. Questa CO₂ si può poi sequestrare, e il biocarburante che ne risulta diventa un carburante per i trasporti a minori emissioni di carbonio, o persino a emissioni negative.

Questa tecnologia è un pilastro della finanza climatica di lungo periodo, perché i progetti che vanno a buon fine potrebbero generare crediti di rimozione del carbonio di alto valore. Per gli investitori, la BECCS rappresenta un legame tangibile tra investimenti in infrastrutture e impatto climatico misurabile.

Per una panoramica tecnica dettagliata, si veda l’analisi dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) sulla BECCS.