Adattamento ai cambiamenti climatici
L’adattamento è il processo con cui i sistemi sociali, economici ed ecologici si adeguano per rispondere agli impatti, reali o attesi, dei cambiamenti climatici. Il suo obiettivo principale è ridurre la vulnerabilità e rafforzare la resilienza, limitando i danni causati da fenomeni climatici inevitabili come l’innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi.
L’adattamento è uno dei due pilastri dell’azione per il clima, insieme alla mitigazione. La mitigazione punta a ridurre o prevenire le emissioni di gas a effetto serra per rallentare i cambiamenti climatici; l’adattamento si occupa invece di gestirne le conseguenze inevitabili. Per governi, comunità e imprese è un processo al tempo stesso proattivo e reattivo, che serve a prepararsi e a rispondere agli impatti climatici già in corso o destinati a verificarsi con certezza. La questione è decisiva perché, anche se le emissioni globali si fermassero oggi, quelle passate hanno già reso inevitabile un certo grado di cambiamento climatico.
Lo scopo di fondo dell’adattamento è accrescere la resilienza e ridurre la vulnerabilità dei sistemi umani e naturali. Significa anticipare i rischi e attuare misure per proteggere popolazioni, infrastrutture ed economie.
Le strategie di adattamento si possono suddividere in alcune tipologie principali:
- Strutturali e fisiche: soluzioni tangibili di ingegneria o di tecnologia. Possono comprendere la costruzione di difese fisiche o la modifica delle infrastrutture perché resistano alle nuove condizioni climatiche.
- Istituzionali: azioni di tipo politico e normativo. Comprendono nuove leggi, regolamenti e politiche, come norme edilizie aggiornate, la pianificazione dell’uso del suolo o i sistemi di allerta precoce per gli eventi meteorologici estremi.
- Sociali: strategie che puntano a cambiare i comportamenti e a dare più strumenti alle comunità. Tra gli esempi ci sono i programmi educativi sul risparmio idrico, la diversificazione delle fonti di reddito per dipendere meno da settori sensibili al clima e la gestione del rischio di catastrofi su base comunitaria.
Esempi concreti
- Città costiere: una città come Rotterdam, nei Paesi Bassi, ha realizzato un vasto sistema di argini, barriere contro le mareggiate (come la Maeslantkering) e progetti «Room for the River». Queste misure strutturali proteggono una città situata a bassa quota dall’innalzamento del livello del mare e dall’aumento delle piene fluviali, e ne fanno un riferimento mondiale per l’adattamento climatico urbano.
- Agricoltura nei Paesi in via di sviluppo: nelle regioni dell’Africa subsahariana colpite da siccità sempre più frequenti, gli agricoltori stanno sostituendo colture tradizionali come il mais con alternative più resistenti alla siccità, come il sorgo o il miglio. Adottano anche nuove tecniche agricole come l’irrigazione a goccia e la raccolta dell’acqua piovana: sono forme di adattamento sociale e fisico che garantiscono la sicurezza alimentare in un clima che cambia.
Per attuare con successo queste misure servono investimenti ingenti, noti come finanza per l’adattamento. È una componente decisiva della finanza climatica, che convoglia fondi verso progetti che rafforzano la resilienza. Per una panoramica autorevole degli sforzi di adattamento nel mondo, si rimanda alla documentazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) su adattamento e resilienza.